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Foto storica dello staff di Radio Punto Zero: Secondiano Zeroli è il primo in alto da destra

La fondazione risale al 1974, 1975. Prima sede: Soriano nel Cimino’’. Stop, riavvolgiamo il nastro, nella speranza che non si smagnetizzi, perché le cassette costano.
Metà degli anni Settanta, l’Italia apre alle radio libere: il monopolio della Rai, cioè del pubblico, s’incrina sotto i colpi del progresso, della moda, dell’ingegno di tanti ragazzi che in giro per l’Italia si fanno la loro radio, pure nelle soffitte e nei garage. Oggi, oltre quarant’anni dopo, una di quelle radio chiude, anzi ha chiuso: il 31 dicembre scorso, mentre s’alzavano al cielo i calici e i fuochi artificiali del Capodanno, Radio Punto Zero di Civita Castellana finiva le trasmissioni. Thank you, and good night.
‘Tutto risale a metà degli anni Settanta. A Soriano nel Cimino, Maurizio Tocchi il fondatore. Era l’inizio dell’era delle radio libere, e Radio Punto Zero in effetti fu una delle prime in Italia, anche se poi ebbe subito qualche problema, e per un periodo dovette sospendere le trasmissioni’’. La vicenda è nota, persino Ligabue, in versione regista, l’ha raccontata nel suo Radiofreccia: la legge sulle emittenti allora era ambigua, bastava una difformità tra questo o quel giudice, questo o quel tribunale, per determinare la chiusura di una frequenza.
”Nel 1980 avvenne il trasferimento a Civita Castellana. Dal piccolo paese sui Cimini alla cittadina in pieno boom economico sull’onda della diffusione delle ceramiche. Al fianco di Tocchi arrivò un altro socio, Stefano Principalli, e la radio iniziò a crescere. Cosa facevamo? Quello che faceva, che fa, che dovrebbe fare una radio locale: musica, tanta musica, informazione, sport. Già, lo sport: si seguivano i campionati calcistici locali, certo, ma ci inventammo anche qualcosa di nuovo, che non si era mai visto. Secondiano Zeroli, per esempio, raccontava in diretta il Giro d’Italia, o anche il Tour de France, quest’ultimo tradotto in tempo reale dalla radio francese…’’.
Era la radio dei pionieri, della passione, dei mezzi tecnologici di fortuna eppure dello spazio all’inventiva, la fantasia al potere: ”Avevamo un ripetitore sui monti Cimini, poi ne piazzammo un altro sul Monte Soratte, solo che ancora sul monte non c’era l’elettricità così ci attrezzammo noi per portare la corrente lassù, con un cavo che partiva dalla città Sant’Oreste appena sotto… Quell’antenna ci consentì di allargarci dalla Tuscia verso la Sabina, e poi giù, fino a Roma. A ripensarci oggi: si mettevano su i dischi, le pubblicità si registravano sulle cassette. E naturalmente c’erano le dediche: per anni abbiamo incontrato coppie che mi raccontavano di essersi innamorati con la nostra musica, le dediche…’’ Altro che Uomini e donne, altro che tronisti e corteggiatrici: bastava la canzone giusta, un telefono fisso, e un pizzico di fortuna nel trovare lo spazio e non perdere l’attimo fuggente della trasmissione.
Nel 1982 l’uscita di Tocchi dalla società, l’ingresso della curia, e intanto era nata la televisione (di qui il mutamento del nome Teleradio Punto Zero), con massicci investimenti, perché fare una tv, seppur locale, costava molto di più che mandare avanti una radio. ”Tanti ragazzi si sono alternati ai nostri microfoni. Alcuni lo facevano per passione, altri con costanza, altri ancora con meno frequenza. Era una specie di volontariato, con gli slanci e i contrattempi del caso’’.
Omero Giulivi, direttore della Radio iniziò l’avventura per scherzo e che invece oggi è ancora una colonna portante di Radio Punto Zero. Il suo notiziario quotidiano è seguitissimo dalle famiglie del Viterbese. Omero ebbe il ruolo di trait d’union, nel 1980, tra Maurizio Tocchi e l’imprenditore civitonico Stefano Principalli. Da allora in poi la sede della radio venne spostata a Civita Castellana. Nel 1981 ci fu la svolta della televisione che però durò soltanto quattro anni. Un altro speaker d’eccezione è Roberto D’Aguanno che ogni domenica, da anni, intrattiene piacevolmente tanti i fans di questa ancora “giovane” e piacevole radio.
Adesso che Radio Punto Zero ha chiuso – dal 31 dicembre 2015 stop alle trasmissioni e frequenze vendute ad una nuova emittente nazionale – i ricordi vengono fuori così, in una raffica naturale di nomi e date, di episodi e canzoni. Perché è difficile cancellare un nastro inciso quarant’anni fa, registrato con la passione e lo spirito dei pionieri, in un’Italia di provincia lontana sì da quella delle bombe e della tensione (il periodo era quello) ma convinta che le cose stessero cambiando, per citare Dylan, e che si potessero cambiare anche con un’antenna, una piastra per i dischi, e un microfono, certo un microfono.

Non ci diamo per sconfitti. Dopo qualche mese di “pausa radiofonica” Radio Punto Zero continua a trasmettere, questa volta solo via WEB. Claudio Brocchi, responsabile tecnico da oltre 15 anni all’interno di Radio Punto Zero, ha deciso insieme ad altri volontari e collaboratori di continuare questo progetto in partnership con l’Associazione Nazionale Jack Russell Terrier Italia.
Ad agosto 2016 infatti Radio Punto Zero prosegue la sua programmazione nella speranza di dar vita nuovamente ad un sogno che ha interrotto le trasmissioni per qualche mese. Siamo fiduciosi che riusciremo a fare belle cose. Abbiamo dei contatti con molte persone che ci aiuteranno a far tornare il nome di Radio Punto Zero come una volta.
Stay tuned!
La Redazione di Radio Punto Zero
direzione@radiopuntozero.net